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INDUSTRIA 4.0

Il piano “Transizione 4.0” si prefigge di dotare l’Italia di una nuova politica industriale, più inclusiva e attenta alla sostenibilità. In particolar modo, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), i nuovi incentivi dovrebbero agevolare in misura maggiore rispetto al passato l’innovazione, gli investimenti green, le attività di design. Il tutto con una maggiore attenzione alle produzioni del made in Italy.

  • Beni strumentali: il credito d’imposta

L’articolo 1, commi 184-197 della Legge di Bilancio, ha introdotto un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali che sostituisce, per l’anno 2020, le agevolazioni del superammortamento e dell’iperammortamento introdotte negli anni precedenti.

Tali agevolazioni si basavano, com’è noto, sull’incremento del costo d’acquisto del bene acquistato, per cui l’incentivo si concretizzava in sostanza nella maggiore deducibilità delle quote di ammortamento e il beneficio per l’impresa si manifestava lungo una pluralità di anni (caratteristica, quest’ultima, comunque mantenuta anche con riferimento alla nuova agevolazione, come vedremo).

A seguito dell’entrata in vigore della Legge di bilancio 2020, il meccanismo di incentivazione cambia sensibilmente: infatti, viene ora concesso un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, in cinque quote annuali di pari importo e, per i soli investimenti in beni immateriali, in tre quote annuali; si può quindi notare, come accennato brevemente prima, che anche in relazione alla nuova agevolazione il beneficio per l’impresa viene recuperato in una pluralità di anni.

Nel caso di investimenti in beni materiali “ordinari”, il credito è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione del bene. Per gli investimenti nei beni “Industria 4.0” (i.e. beni di cui agli allegati A e B), il credito è invece utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione.

Occorre rilevare che il credito d’imposta è concesso in misura differenziata a seconda del tipo di bene strumentale acquistato.

  • I tre tipi di investimento agevolabili

Vi sono tre tipologie di investimenti agevolabili.

Una prima tipologia è data dagli investimenti in beni materiali strumentali nuovi “ordinari”, che precedentemente potevano beneficiare del superammortamento. In questo caso il credito è riconosciuto nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di Euro. Il beneficio massimo per l’impresa potrà quindi arrivare fino a 120.000 Euro.

Una seconda tipologia di investimenti agevolabili concerne i beni materiali di cui all’allegato A alla Legge di Bilancio 2017, ovverosia quei beni che in precedenza erano oggetto dell’iperammortamento. Per tale tipologia di beni, il credito è significativamente più elevato rispetto ai beni “ordinari”; tale incentivo è infatti riconosciuto nella misura del:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di Euro; e
  • 20% per la quota eccedente e fino al limite massimo di 10 milioni di Euro.

Nessuna agevolazione è invece prevista per la parte di investimenti che eccede il limite di 10 milioni.

Una terza tipologia di investimenti che beneficiano dell’agevolazione è costituita dai beni immateriali di cui all’Allegato B alla Legge di Bilancio 2017, ovverosia quei beni che potevano beneficiare della maggiorazione correlata all’iperammortamento. Per tali beni, il credito è riconosciuto nella misura pari al 15% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari ad Euro 700 mila; il beneficio per l’impresa può quindi ammontare ad un massimo di 105.000 Euro.

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